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Tematiche
di ricerca
La
biodiversità definisce la ricchezza in specie animali e
vegetali che vivono in un determinato ambiente.
I
lieviti sono microorganismi diffusi negli ambienti naturali.
Occorre preservare questo patrimonio biologico che oggi è
minacciato dall’uso di agenti chimici e dalle condizioni di
stress ambientale.
La
Sardegna costituisce un immenso serbatoio di biodiversità e
cio’ grazie anche alla eterogeneità del suo territorio.
L’uso continuo e massivo di fitofarmaci e di fertilizzanti
chimici ha determinato una diminuizione della varietà dei
lieviti di alcuni habitat.
Tra
le varie forme di ricchezza di un Paese (materiale, culturale,
biologica), quella biologica (biodiversità) è stata finora
sottovalutata. Tale ricchezza consiste nell'enorme numero di
informazioni genetiche possedute da ciascuna specie, anche la
più piccola. La varietà della vita in tutte le sue forme e
combinazioni, puo’ essere rappresentata in varietà dei
geni, delle specie e degli ecosistemi.
L'industria
enologica Sarda sta vivendo un momento di grande
trasformazione qualitativa e, nelle zone con particolare
vocazione vinicola cresce l'esigenza di acquisire un sempre
maggiore livello conoscitivo dei parametri che caratterizzano
la qualità dei vini tipici e di nicchia. La
sfida del mercato ha quindi indirizzato la filiera produttiva
verso l’utilizzo di sistemi innovativi in grado di
garantire ed esaltare le caratteristiche qualitative e la
sanità dei vini. Infatti, il mercato ormai richiede per una
produzione di qualità dei requisiti che permettano al
consumatore di identificare una serie di parametri di qualità
e sicurezza del prodotto “vino”. Una imprescindibile
esigenza degli operatori delle filiera vinicola è quella di
poter pilotare e controllare a livello microbiologico il
processo di fermentazione alcolica, al fine di ottenere
vini con caratteristiche peculiari, costanti ed igienicamente
sicure, nel rispetto della tipicità garantita dalle
Denominazioni d'origine.
L'inoculo
dei mosti con i lieviti selezionati è una delle pratiche
consolidate per "controllare" le caratteristiche
compositive dei vini, eliminando il fattore casualità delle
fermentazioni spontanee. Ai lieviti attualmente in commercio
si riconosce la capacità di condurre al meglio il processo
fermentativo, ma non quella di valorizzare completamente le
caratteristiche varietali in quanto, spesso, tali ceppi sono
isolati da ecosistemi differenti da quello in cui devono
operare. Infatti, i lieviti selezionati reperibili oggi in
commercio sono in numero limitato, di provenienza spesso non
nota, con proprietà enologiche molto simili e possono
divenire una causa di appiattimento della qualità dei vini.
Quindi, la selezione e l'impiego di nuove combinazioni
microbiche, ottenute dai lieviti autoctoni, e
l'utilizzo d'avanzate tecnologie di vinificazione si tradurrà
in un potente strumento di miglioramento continuo delle
caratteristiche organolettiche e sensoriali del prodotto.
Ad
oggi in Sardegna non è stato ancora prodotto un lievito
autoctono da utilizzare nella produzione di vini di qualità,
pratica già sperimentata con successo in Francia ed in altre
regioni dell’Italia come il Veneto e la Toscana, dove già
da tempo vengono utilizzati lieviti autoctoni selezionati.
Obiettivi
L’attività
di ricerca dovrà essere diretta in particolare ad assicurare
alle principali produzioni di qualità della Vitivinicola
“Antichi Poderi” di Jerzu la possibilità di utilizzare
lieviti autoctoni selezionati nel territorio destinati a
sostituire quelli attualmente in uso e prodotti da
multinazionali del settore. Obiettivo della ricerca è quello
di valorizzare le qualità autentiche del Cannonau cercando
una componente, in questo caso quella microbica, che ne
magnifichi le innate peculiarità, legando in tal modo un
prodotto al suo territorio, evitando così l’apporto nel
processo di produzione di agenti esterni al territorio
stesso o addirittura oggetto di manipolazioni genetiche.
Isolamento di differenti colonie di lievito per habitat di
riferimento (habitat precedentemente individuato attraverso il
progetto di zonazione). Analisi quantitativa, morfologica e
molecolare delle differenti colonie di lievito. Prove di
microvinificazione mirate all’ottenimento di distinte
tipologie di prodotto (Cannonau Cru riserva; Cannonau
d’annata, Rosato). Creazione di una “microbanca” di
lieviti a carattere territoriale.
Risultati
attesi
Isolamento
di almeno 3-4 tipologie di lieviti isolati in aree
geograficamente distinte del territorio sottoposto in
precedenza al progetto di zonazione. Caratterizzazione
morfologica e molecolare di tali isolati.
Potenziale
impiego per processi produttivi
Il
potenziale impiego dei risultati della ricerca per processi
produttivi sono rappresentate da: utilizzo di lieviti
autoctoni per la produzione di alimenti ed in particolar modo
di vini. L’impronta sensoriale del vino è di fondamentale
importanza per la definizione della qualità del prodotto. A
parità di altre condizioni, la vinificazione con diversi
ceppi di lievito determina prodotti che si distinguono tra
loro all’analisi sensoriale e chimica. Poichè una parte
crescente del mercato richiede vini fortemente legati al
territorio di produzione ed essendo i lieviti elementi
importanti nel determinare le caratteristiche qualitative del
prodotto finale, risulta chiaro l’interesse per le
popolazioni di lieviti autoctoni responsabili delle
fermentazioni in determinate aree geografiche. Possibilità di
commercializzazione di ceppi di lievito e godimento delle
relative royalty.
La
creazione di una collezione di lieviti autoctoni del Cannonau,
al di là della semplice preservazione di una popolazione di
lieviti a rischio di estinzione, può come descritto sopra
rappresentare un patrimonio biologico cui attingere anche a
scopi commerciali.
Azioni
Analisi
territoriale ed identificazione di habitat specifici.
Sopralluoghi e campionatura. Analisi morfologiche e molecolari
di lieviti e loro classificazione. Test fisiologici e
tecnologici sugli isolati. Estrazione DNA e fingerprinting
genomico di isolati con PCR.
Azioni
da svolgere e punti critici
Isolamento
di varietà geneticamente distinte di lieviti in funzione
dell'habitat di riferimento.
Il
progetto di trasferimento biotecnologico si articolerà
sui seguenti punti:
-
vinificazioni
con i lieviti autoctoni selezionati nel territorio;
-
caratterizzazione
chimiche, biochimiche e sensoriali dei vini ottenuti;
-
elaborazione
di un modello di trasferimento alle imprese per la selezione e
l’utilizzo di lieviti autoctoni.
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