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Il progetto di zonazione

 

   

 

Il progetto di zonazione viticola del Cannonau degli Antichi Poderi Jerzu, ideato dalla dirigenza della cantina insieme all'enologo Franco Bernabei, nasce con lo scopo di dare ancora una completa e maggiore valorizzazione delle uve profdotte.

Un lavoro scientifico che da un lato esalta, evidenzia e caratterizza l’attitudine enologica delle diverse aree produttive del comprensorio e dall’altro è il  punto di partenza per una nuova  valorizzazione dell’area del Cannonau di Jerzu. L’incarico scientifico della ricerca è stato affidato all’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano (TV) nelle persone del Direttore Prof. Antonio Calò e del ricercatore Dr. Diego Tomasi. Gli obiettivi, come già accennato in sintesi, si prefiggono di

- conoscere in maggior dettaglio l’ambiente di produzione; ciò significa studiare e localizzare le diverse tipologie di suolo, nonché quantificare la variabilità climatica (temperature, escursioni termiche, pioggia, vento) nei diversi siti dell’area;

- correlare i fattori ambientali sopra ricordati con la risposta qualitativa dei vigneti, ciò al fine di conoscere in modo approfondito l’interazione Cannonau-pedoclima;

- sulla base delle conoscenze apportate dai punti precedenti, si potranno caratterizzare le diverse partite di uve (vedi ricchezza in zuccheri e acidi, in sostanze coloranti e in proprietà aromatiche, etc.) e destinarle separatamente alla produzione di vini con differenti e proprie caratteristiche e con scopi commerciali diversi (dai vini di grande pregio ai vini di più largo consumo).

- acquisire elementi necessari per l'ottenimento di una D.O.C.G. Jerzu

 

In sintesi, quindi, zonazione significa conoscenza degli ambienti di produzione e della loro vocazione e propensione a produrre uve di qualità: Si parla al plurale in quanto l’altitudine, la distanza dal mare, i versanti, le tipologie di suolo, sono fattori che creano microambienti nei quali l’interazione con la vite porta ad ottenere uve con macro e microcostituenti differenti.

Bisogna far emergere queste peculiarità, saperle conservare attraverso vinificazioni separate, saperle ulteriormente esaltare attraverso una migliore gestione agronomica del vigneto e delle epoche di raccolta.

Questi gli obiettivi tecnici a cui vanno affiancati, come detto, scopi strategici che mirano innanzitutto a far conoscere un territorio, i suoi vini, la storia e questo per uscire dai comuni e ubiquitari Cabernet e Chardonnay, per premiare, proporre e far conoscere invece i propri vitigni di antica coltivazione e il proprio territorio.

 il comprensorio di Jerzu si inserisce tra quelle poche e oramai rare realtà enologiche sempre più ricercate per la loro unicità, ma è anche importante trasmettere e comunicare all’esterno queste peculiarità, affinché il consumatore sia stimolato a visitare personalmente i luoghi di produzione e possa personalmente fare suoi i colori e i profumi della natura, i sapori dei prodotti, la bellezza del paesaggio e le emozioni che trasmettono i vigneti aggrappati ai pendii e riflessi sul mare.

Zonazione quindi per conoscere e far conoscere un vino e la terra da cui trae origine. Una terra antica, quella di Jerzu, che ha saputo conservare una notevole biodiversità vegetale; i vigneti sono infatti immersi in un'armoniosa complessità di forme nella macchia mediterranea composta di corbezzoli, cisto, mirto che oltre a rendere mozzafiato la vista, molto probabilmente (vedi i recenti studi francesi) riveste un ruolo anche nella complessità aromatica delle uve. In definitiva una variabilità di flora che testimonia la naturalità dell’ambiente e che contribuisce per vie diverse (dirette e indirette) a portare la qualità su un gradino più alto.

Un vino (il Cannonau), un’area (Jerzu) un progetto (la Zonazione) per conoscere ed apprendere, affinché vi sia una corretta informazione di tutti gli attori che partecipano a questo percorso.

Tra questi, senza dimenticare il consumatore finale cui vanno in ultima analisi questi sforzi, devono essere posti in primo piano le persone che con entusiasmo hanno aderito al lavoro, va quindi ricordato l’ERSAT (Ente Regionale per lo Sviluppo e l’Assistenza Tecnica in agricoltura) che con le proprie professionalità si sta occupando di una accurata indagine pedologica, del rilevamento dei dati meteo e del rilevamento dei dati in campagna. Partecipa poi il Consorzio per la Frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro, cui si è riservato il compito dell’analisi chimica sulle uve e sui mosti, nonché della vinificazione in doppio delle uve provenienti

dalle diverse sottozone. La cantina Antichi Poderi ha messo a disposizione il tecnico Dr. Aldo Buiani  per il coordinamento congiunto del progetto, la preparazione dei campioni e le microvinificazioni; nonchè per relazionare con i soci e per collaborare alla divulgazione. L’istituto Sperimentale per la viticoltura funge da coordinatore. Una stretta maglia di professionalità interagenti al servizio del Cannonau e del consumatore.

Il progetto ha  l’individuato 7 sottozone omogenee che si differenziano per altitudine (i vigneti dello jerzese passano infatti da pochi metri sul livello del mare fino ai 600 m delle vigne più in quota), per vallata (vedi ad es. l’area di Sa Canna, di Pelau Mannu, di Pelaeddu, di Quirra etc.) per tipologia di suolo (esempio suoli formatisi su detriti di versanti antichi a matrice argilloso-sabbiosa; oppure depositi alluvionali oppure ancora depositi di versanti recenti derivanti dall’arenizzazione dei substrati granitici); nell’ambito di ogni sottozona sono stati individuati un certo numero di vigneti guida (in tot quasi 40 vigneti) che fungono da banche dati per il prossimo triennio.

Sono state installate 5 nuove stazioni meteo che, accanto a altre 4 già esistenti (ERSAT e SAR), forniranno una dettagliata rete di informazioni climatiche.

Per ogni tipologia di suolo è stato installato un moderno sistema (FDR) per il monitoraggio dell’acqua disponibile per la pianta  nel corso del suo ciclo vegetativo annuale. Accanto all’indagine ambientale-viticola di zonazione si sono impostate e si stanno impostando alcune attività collaterali, tra queste:

- L’individuazione, il recupero e la valutazione agronomica dei biotipi di Cannonau presenti nei vecchi vigneti di Jerzu. Il lavoro già iniziato nella vendemmia 2003 ha portato all’individuazione di almeno 3 biotipi di cui uno con il tipico grappolo compatto a cuore e con l’acino subrotondo a punta, uno con l’acino più rotondeggiante, la polpa molto croccante ed il grappolo semicompatto, in fine un terzo biotipo dal grappolo piccolo e con acino ovale di minori dimensioni. I test virologici effettuati presso l’Ist. Sper. per la Viticoltura sul legno di questi primi biotipi, hanno però evidenziato la presenza di alcune virosi (V2 - V3 - GVA) ponendo quindi l’obbligo di un loro risanamento e del reperimento di nuove piante nei vigneti del comprensorio.

- Approfondimenti di tecnica agronomica: si è impostata una prova di diradamento, alcune verifiche di concimazione, di maturità fenolica e di lunghezza dei capi a frutto; dalle informazioni che si acquisiranno ci si attende di ottimizzare la conduzione del vigneto con vantaggi sia di ordine gestionale che qualitativo.

- Verifica della risposta qualitativa delle varietà Vermentino in funzione dei diversi areali; in altri termini si vogliono individuare quelle zone più vocate alla produzione di un vino bianco di qualità. Sicuramente una buona esposizione, ventilazione ed elevata escursione termica notte/di, sono elementi indispensabili per raggiungere lo scopo.

In conclusione allora il Progetto Jerzu per valorizzare e diffondere un vino, il suo paesaggio e la sua storia, però tutto questo su solide basi scientifiche affinché al consumatore sia garantita una serietà e una trasparenza oramai irrinunciabili.